Il mercato del caffè, la qualità in tazza e il ruolo delle caffetterie nei consumi contemporanei hanno animato la prima giornata della seconda edizione dell’International Coffee Forum a Napoli. La manifestazione, dedicata alla filiera dal produttore al consumatore, si è aperta nella Giornata Internazionale del Caffè con il taglio del nastro affidato a Maria Ysabel Balbuena, presidente di ADOMUCA, accompagnato dalle note degli inni nazionali dominicano e italiano.
Accanto agli incontri, il Forum ha avviato la consegna degli ICF Awards 2026: il primo riconoscimento è stato assegnato alla memoria di Ferdinando Percuoco, fondatore di Caffè Moreno.
Il confronto tra torrefazioni, professionisti e studiosi
I panel della giornata hanno affrontato il mercato del caffè e il tema della qualità, con attenzione a come riconoscerla. Il confronto si è poi esteso ai nuovi concept delle caffetterie, dove il bar diventa sempre più un luogo d’incontro tra tradizione e nuove abitudini di consumo.
A moderare gli incontri è stato Fabio Russo, editore di HorecaNews. Sul palco si sono alternati, tra gli altri, Enrico Vergnano, presidente dell’omonima torrefazione; Marco Simonetti, AD di Caffè Toraldo; e Vittoria Percuoco, responsabile marketing e comunicazione di Caffè Moreno, esponente della terza generazione in azienda. Al confronto hanno partecipato anche Michele Sergio, titolare di Gran Caffè Gambrinus, Alessandro Borea, presidente dell’Istituto Espresso Italiano, Davide Cobelli, founder di Coffee Training Accademy, e Valentina Palange, scrittrice e studiosa del caffè, insieme ad altri ospiti.
Borea: qualità in tazza e accoglienza nell’esperienza al bar
Nel panel “Il bar come interfaccia: nuovi spazi e nuovi soggetti del consumo moderno”, giovedì 1° ottobre, Alessandro Borea, presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI), ha collegato i risultati del report “Il Bar Ideale”, realizzato recentemente per IEI da Sylla, agli obiettivi di Italian Espresso Collection. Il bar emerge come uno spazio capace di mettere in relazione persone, prodotti, competenze e territori: “Il punto vendita deve diventare sempre di più un nodo di relazioni, esperienze e cultura del caffè italiano”. Secondo lo studio, la qualità in tazza resta imprescindibile, ma il consumatore la valuta insieme all’ambiente, al servizio e alla relazione. Oltre la metà degli italiani consuma caffè al bar due o tre volte alla settimana e quasi uno su cinque ogni giorno; i momenti preferiti sono la colazione (55%) e la metà della mattinata (51%). Il banco, scelto dal 58% dei consumatori, si conferma il luogo simbolo dell’esperienza. Il 68% degli intervistati resta fedele al proprio gusto, con un forte legame alla miscela e al locale di fiducia. Piacere della degustazione, cremosità e intensità dell’espresso orientano la scelta, mentre atmosfera, qualità del servizio, fiducia nel marchio e rapporto con il barista incidono sulla soddisfazione e sulla fidelizzazione. “Il barista ideale è chiamato prima di tutto a “fare felice il cliente”, mettendo al centro ascolto, competenza e personalizzazione – ha spiegato Borea – i baristi esperti, pari al 60% del campione analizzato da IEI, indicano nell’affidabilità delle attrezzature, nell’efficienza e nella personalizzazione i pilastri di un servizio impeccabile, poi eventi e degustazioni, citati dal 53% del campione, e formazione continua, indicata dal 40%, diventano strumenti concreti per trasformare il locale in uno spazio di cultura e narrazione del caffè”. Su queste basi si sviluppa il progetto dell’Istituto: “In questa prospettiva si inserisce Italian Espresso Collection, il progetto con cui IEI intende individuare e riunire una selezione di locali capaci di offrire un espresso e un cappuccino italiani di eccellenza e, allo stesso tempo, un’esperienza coerente, coinvolgente e riconoscibile – ha continuato Alessandro Borea – la conformità tecnica si unisce alla cura del servizio, alla professionalità, all’accoglienza e alla capacità di narrare il prodotto: elementi che rendono il bar un presidio contemporaneo della cultura italiana del caffè”.
La testimonianza di Maria Ysabel Balbuena
Il confronto sui consumi e sul servizio è stato preceduto, all’inaugurazione, dalla testimonianza di Maria Ysabel Balbuena sul lavoro delle donne nella filiera. La presidente ha fondato nella Repubblica Dominicana ADOMUCA, associazione impegnata da oltre trent’anni affinché le coltivatrici di caffè possano ottenere proprietà della terra, reddito e voce nelle scelte. Donne che per lungo tempo hanno lavorato lungo tutta la filiera senza possederne nulla e senza poter decidere come impiegare le risorse.
«Per me oggi è un giorno davvero speciale: essere parte di questo grande evento è qualcosa che non avrei potuto immaginare nemmeno nei miei sogni. Per questo desidero ringraziare gli organizzatori del II International Coffee Forum per l’onore che mi hanno concesso, un onore che condivido con tutte le donne che da anni lavorano insieme per migliorare le condizioni di vita delle donne produttrici di caffè: per loro, per le loro famiglie e per le comunità che traggono beneficio dal loro lavoro», ha dichiarato Balbuena in apertura.
Nel suo intervento, la presidente ha descritto la resilienza delle lavoratrici e il valore della loro unione: «Le donne che operano in ogni ruolo della filiera, dalla coltivazione della terra fino al servizio al consumatore, sono un esempio di resilienza. Magari aspettano nove mesi per ottenere un chicco e un uragano le porta via tutto: il giorno dopo non resta loro più nulla. Nonostante questo, sanno che il giorno dopo il sole tornerà a splendere. Vanno avanti con la fiducia che domani andrà meglio, anche grazie alla loro unione. Non affrontano le difficoltà da sole, ed è questa la loro forza».
Il ricordo di Ferdinando Percuoco e gli ICF Awards
La prima consegna degli award ha reso omaggio alla memoria di Ferdinando Percuoco, fondatore di Caffè Moreno, con questa motivazione: “Alla memoria di Ferdinando Percuoco, fondatore di Caffè Moreno che nel 1962 a Casoria diede vita a Caffè Moreno con passione e coraggio, lasciando alla sua famiglia e alla città un’eredità di lavoro, valori e vero espresso napoletano.”
Gli ICF Awards 2026 riconoscono il merito, l’impegno e la promozione della e nella filiera del caffè. La due giorni si concluderà venerdì 2 ottobre alle 19.30, con l’ultima consegna dei premi. Gli aggiornamenti sul programma sono disponibili sul sito www.internationalcoffeeforum.it.
