Il caffè comincia a trovare spazio anche fuori dai momenti più tradizionali della giornata. Secondo un’indagine condotta da AstraRicerche per La Pavoni, l’11,1% degli italiani immagina di consumare bevande a base di caffè anche durante l’aperitivo, mentre l’8,6% le considera per il dopocena.
A cambiare non è soltanto il momento del consumo. Il 41,3% degli intervistati si dichiara incuriosito da proposte più sperimentali, come iced coffee e shakerati. Il dato si inserisce in un quadro in cui il caffè continua a conservare un forte valore quotidiano e sociale, ma amplia progressivamente modalità, linguaggi e occasioni.
La Pavoni legge questa evoluzione attraverso il rapporto fra cultura dell’espresso, creatività e innovazione professionale e, insieme al coffee specialist Nicolò Zorloni, esplora anche il terreno della coffee mixology con tre ricette originali pensate per portare il caffè dalla tazzina al bicchiere.
Dalla degustazione alla coffee mixology
L’interesse per modalità diverse di vivere il caffè non riguarda soltanto iced coffee e shakerati. Il 22,8% degli intervistati si dichiara interessato a degustazioni ed esperienze guidate, mentre il 22,7% guarda con curiosità allo specialty coffee.
Anche cocktail e mocktail a base di caffè iniziano a ritagliarsi uno spazio: i primi interessano l’11,9% degli intervistati, i secondi il 5,8%. Si tratta ancora di pubblici circoscritti, ma i dati delineano una direzione di consumo che porta l’espresso verso occasioni come aperitivo e dopocena.
Nicolò Zorloni, coffee specialist, co-founder di Nudo Artisan Coffee e Arabica Q-Grader, esplora per La Pavoni questa trasformazione del caffè e il progressivo avvicinamento del suo linguaggio sensoriale alla mixology contemporanea.
“Il caffè sta ampliando il suo raggio d’azione: non è più soltanto il gesto della colazione o della pausa, ma una materia prima capace di accompagnare momenti diversi della giornata, dall’aperitivo al dopocena”, racconta Zorloni. “Nella mixology questo significa andare oltre l’Espresso Martini e lavorare sull’espresso per ciò che è davvero: un ingrediente dalla straordinaria complessità aromatica, capace di dialogare con distillati, vermouth, agrumi e componenti analcoliche senza perdere la propria identità. Proprio perché entra in ricette più articolate, precisione, costanza estrattiva e controllo diventano essenziali per trasformare una buona intuizione in un’esperienza sempre riconoscibile”.
Per La Pavoni, Zorloni ha firmato tre ricette fresche, semplici e replicabili, pensate per portare l’espresso oltre la tazzina. Le preparazioni mettono in relazione il caffè con tequila, vermouth e succhi di arancia e limone, combinandolo con note decise, amare e agrumate e inserendolo nei momenti della pausa e dell’aperitivo.
Il caffè fuori casa resta un momento di relazione
L’apertura verso nuovi consumi non riduce il valore sociale che il caffè continua ad avere per gli italiani. Per il 38,6% degli intervistati, “bere un caffè fuori casa” significa soprattutto incontrare altre persone e scambiare due chiacchiere.
Tra le altre motivazioni che favoriscono il consumo al bar, il 33,4% indica la comodità di trovarsi già in giro, un aspetto particolarmente rilevante per la GenZ, mentre il 33,1% cita il desiderio di concedersi una pausa durante la giornata.
Accanto alla funzione pratica emergono anche qualità ed esperienza. Il 23,8% sceglie il bar per la qualità del caffè, con un picco del 39% tra gli uomini Millennials, mentre il 20% cerca un’esperienza piacevole e curata. Quest’ultimo dato sale al 28% tra le donne Millennials.
Il ruolo sociale del bar emerge anche dalla colazione fuori casa. Quasi due italiani su tre, il 64,8%, ritengono che negli ultimi anni sia diventata maggiormente capace di creare occasioni di incontro. Per il 43% degli intervistati rappresenta già oggi un vero momento di socialità, mentre un ulteriore 21,9% le riconosce questo valore soprattutto nel weekend, negli appuntamenti di lavoro e negli incontri informali.
La tendenza dialoga con il fenomeno internazionale del soft clubbing, che comprende format diurni come coffee party e DJ set in caffetteria e trasferisce nelle ore del giorno linguaggi ed energie generalmente associati alla nightlife. Non si tratta quindi di sostituire l’aperitivo, ma di estendere tempi e forme della convivialità, con il caffè sempre più presente nel corso della giornata.
Innovation Lab e nuove macchine professionali
Il cambiamento delle abitudini di consumo si affianca, per La Pavoni, allo sviluppo della gamma professionale. Da questa impostazione nasce l’Innovation Lab, che inaugura un nuovo corso evolutivo per le macchine professionali del marchio.
I primi modelli a interpretare questo approccio sono P110 e P120, in arrivo sul mercato a partire dai primi mesi del 2027, insieme alla nuova Diamante.
P110 e P120 sono state sviluppate intorno a tre valori: precisione, semplicità d’uso e costanza estrattiva. Il manometro consente di monitorare la pressione durante l’estrazione, mentre la dosatura programmabile permette di impostare quantità precise e replicabili. Il sistema PID assicura una gestione accurata della temperatura e una maggiore stabilità, mentre i comandi semplici e intuitivi agevolano il lavoro quotidiano.
Sono caratteristiche rilevanti anche nella coffee mixology, dove l’equilibrio della ricetta dipende dalla possibilità di ottenere un espresso controllato.
“I dati raccontano con chiarezza un cambiamento importante: il caffè non perde la forza del proprio rito, ma la estende a nuovi momenti, linguaggi ed esperienze. La Pavoni nasce nel segmento professionale e, attraverso alcuni dei suoi modelli più iconici, ha contribuito a scrivere la storia delle macchine da bar. Oggi vogliamo tornare a essere un punto di riferimento per i professionisti del settore, in continuità con questa eredità ma con uno sguardo attento alle nuove esigenze operative ed estetiche”, afferma Alessio Pezzoni, Amministratore Delegato di La Pavoni. “Il consumo fuori casa sta cambiando nei tempi, nelle modalità e nei contesti, e con esso evolve il lavoro del barista. Per questo le nuove macchine La Pavoni fanno sintesi tra design, tecnologia e qualità dei materiali, con l’obiettivo di semplificare le operazioni e garantire risultati precisi e costanti. Il concetto di ‘Innovation Lab’ segna l’inizio di un nuovo corso e di una strategia di medio-lungo periodo fondata su ricerca, sviluppo e consolidamento della rete commerciale e di assistenza, per rafforzare il ruolo di La Pavoni nel mercato professionale”.
Con P110, P120 e la nuova Diamante, La Pavoni porta quindi questa impostazione anche nello sviluppo della nuova generazione di macchine professionali, affiancando all’evoluzione dei consumi strumenti pensati per combinare tecnologia, design e qualità dei materiali.
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