Le esportazioni delle food technologies rappresentate da Anima Confindustria chiudono il primo semestre 2026 a 2,72 miliardi di euro, con una diminuzione dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dietro un risultato complessivamente stabile emergono però differenze significative tra i comparti, come evidenziano le elaborazioni dell’Ufficio Statistica & Market Intelligence della federazione su dati Istat.
A fronte della crescita delle macchine per caffè espresso professionali e dei compressori frigoriferi, altre categorie registrano contrazioni anche consistenti. Il quadro degli scambi commerciali mostra inoltre una lieve crescita delle importazioni, che nei primi sei mesi dell’anno raggiungono 977,3 milioni di euro, in aumento dell’1% rispetto al corrispondente periodo del 2025.
Tra le principali voci dell’import figurano i compressori frigoriferi, in crescita dell’1,4%, e gli articoli casalinghi, il cui valore raggiunge 355,3 milioni di euro, con un incremento del 3,5%.
In calo i macchinari per la trasformazione della frutta e la vendita automatica
Tra i settori che incidono negativamente sull’andamento delle esportazioni si distinguono le macchine e gli impianti per la trasformazione della frutta, che registrano un calo del 33%.
Anche il comparto delle macchine automatiche per la vendita di prodotti chiude il semestre in territorio negativo, con una flessione del 13% e un valore dell’export pari a 191,4 milioni di euro.
La contrazione interessa inoltre le attrezzature frigorifere destinate al commercio, le cui esportazioni si attestano a 388,7 milioni di euro, in diminuzione del 4,5%.
Macchine per caffè professionali e compressori frigoriferi in crescita
Il risultato del semestre trova un sostegno nei comparti che hanno mantenuto un andamento positivo. Tra questi figurano le macchine per caffè espresso ad uso professionale, che raggiungono 413 milioni di euro di esportazioni, con un incremento del 6,9%.
I compressori frigoriferi registrano un aumento del 10,4%, raggiungendo 393,7 milioni di euro.
Resta invece alle macchine e ai forni per panifici il primato per valore esportato, con 415,3 milioni di euro, nonostante una lieve diminuzione dello 0,5% rispetto al primo semestre 2025.
Completano il quadro degli altri principali comparti gli articoli casalinghi, comprendenti pentole, padelle e posate, che raggiungono 399,4 milioni di euro di esportazioni, in crescita dell’1,7%.
Anima Confindustria: attenzione alla competitività delle imprese
I risultati del primo semestre seguono un 2025 durante il quale le food technologies rappresentate da Anima Confindustria avevano superato i 5,5 miliardi di euro di esportazioni, registrando una crescita del 6%.
La componente internazionale continua a rappresentare una parte rilevante dell’attività produttiva del settore: circa il 70% della produzione complessiva è infatti destinato ai mercati esteri.
Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria, richiama il ruolo industriale di queste produzioni e le difficoltà che interessano alcuni comparti.
«Le food technologies sono una componente strategica della meccanica italiana: accompagnano la qualità della filiera alimentare con soluzioni che coniugano produttività, efficienza e sicurezza, portando sui mercati internazionali competenze e innovazione delle nostre imprese – dichiara Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria –. Dietro questi risultati ci sono produzioni radicate in Italia e distretti che custodiscono occupazione, competenze e sapere industriale. La tenuta dell’export nel primo semestre è un segnale significativo, ma le difficoltà di alcuni settori richiedono attenzione».
Accanto all’andamento dell’export, per la federazione assume rilievo anche il tema delle condizioni di concorrenza sul mercato interno e internazionale, con particolare riferimento ai controlli e alla conformità dei prodotti importati.
«Per rafforzare la nostra presenza all’estero – conclude Almici – e sostenere il mercato interno servono condizioni di concorrenza eque, controlli efficaci sui prodotti importati e il rispetto degli stessi requisiti di sicurezza e conformità richiesti ai produttori italiani ed europei. La competitività deve fondarsi sulla qualità e sull’innovazione, con regole applicate a tutti gli operatori.»
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