HomeIstruzione e FormazioneFormazione baristi: IIAC indica percorsi personalizzati e crescita professionale

Formazione baristi: IIAC indica percorsi personalizzati e crescita professionale

La formazione professionale nel mondo del caffè deve diventare uno strumento di crescita capace di incidere sulle opportunità di carriera, sul valore economico del lavoro e sulla qualità della vita dei professionisti. È uno degli orientamenti individuati da IIAC – International Institute of Coffee Tasters, che sta elaborando i risultati dell’IIAC Meeting 2026 per definire nuove risposte alle esigenze formative del settore.

L’indicazione è quella di abbandonare progressivamente i modelli standardizzati a favore di modalità di apprendimento adattive, immersive ed emozionali, capaci di coinvolgere anche le generazioni più giovani.

La formazione dovrebbe trovare spazio all’interno delle normali attività lavorative, creando occasioni di relazione, confronto e condivisione. Un’impostazione che mette al centro la persona e considera l’apprendimento un mezzo per consolidare competenze, identità professionale, fiducia e senso di appartenenza, con effetti positivi sulla qualità della vita lavorativa.

Carlo Odello ha sottolineato l’importanza di collegare la preparazione professionale a benefici concreti per chi lavora:

“In particolare, la formazione deve rappresentare un’opportunità concreta di crescita, favorendo un avanzamento di carriera, un incremento del valore economico e un miglioramento reale della vita lavorativa – ha continuato Carlo Odello – In questo contesto diventa ancora più rilevante il ruolo del formatore, che agendo come un coach, guidato da un rigoroso codice deontologico ed etico, fa emergere le potenzialità del singolo”.

Le indicazioni emerse dal confronto di Torino

Queste riflessioni prendono forma a partire dall’incontro organizzato l’8 settembre presso il Lavazza Training Center di Torino. Durante l’IIAC Meeting 2026, sei relatori hanno guidato altrettanti tavoli di lavoro, analizzando da differenti punti di vista le caratteristiche di una formazione realmente efficace.

Il confronto ha coinvolto Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori e presidente onorario IIAC, Alessandro Cocco, responsabile Italia di Lavazza Training Center e vicepresidente di IIAC, e Paolo Marco Tamborrini, presidente del corso di laurea in Design Sostenibile per il Sistema Alimentare dell’Università di Parma e Politecnico di Torino.

Sono intervenuti anche Davide Cavalieri, CEO di Cavalieri Retail, Massimo Giordani, vicepresidente dell’Associazione Italiana Sviluppo Marketing (Aism) e professore a.c. all’Università di Torino, e Guido Bosticco, professore a contratto di Professioni dell’editoria presso l’Università di Pavia e presidente del Comitato Scientifico di IIAC.

Ad aprire e concludere i lavori, insieme a Carlo Odello, è stato Marcello Arcangeli, direttore del Lavazza Training Center, che ha contribuito alla riflessione sul tema.

Un’esigenza condivisa riguarda la disponibilità di tempo e risorse da destinare all’aggiornamento professionale. In particolare, la formazione tecnica dei baristi attraversa una fase di rallentamento, nonostante il ruolo centrale di queste figure nel rapporto con il cliente finale.

Come ha osservato Carlo Odello:

“La formazione sul caffè in Italia ha rallentato il passo, in particolare quella che riguarda le competenze tecniche dei baristi, i professionisti a cui l’intero settore continua a guardare come anello di congiunzione essenziale con il cliente finale – ha commentato Carlo Odello – Negli ultimi mesi ci siamo quindi focalizzati sul come deve essere la formazione che funziona e la risposta è stata univoca: rispetto al passato ci sono meno tempo e meno risorse da investire e una necessità di avere un ritorno sull’investimento pressoché immediato, quasi istantaneo”.

La necessità di ottenere risultati pressoché immediati rappresenta quindi uno dei punti di partenza per ripensare l’offerta formativa nel settore del caffè.

IIAC continuerà ad approfondire i temi affrontati durante il Meeting attraverso una serie di white paper dedicati ai singoli aspetti della formazione. I documenti saranno disponibili nei prossimi mesi.

Leggi l’articolo anche su Horecanews.it

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